26 ott 2010

Variazione de la Veneziana: Fegato di vitellone con zenzero, cipollotto e spezie orientali

MI piacciono, le frattaglie, l'ho già scritto altre volte ad esempio: qui, qui, e qui) e logicamente tra questi tagli di carne definiti spesso "il quinto quarto" trova un suo posto particolare il fegato. Non faccio distinzione mi piace sia quello di vitello o vitellone che quello di maiale, lo preparo in vari modi tra cui logicamente alla veneziana (mi devo deciderlo a fotografarlo quando lo preparo); questa volta però volevo dargli un gusto un po' particolare, diverso, ho pensato quindi ad una ipotetica "variazione orientale": per prima cosa ho sostituito la cipolla con del cipolloto, po ho aggiunto un po' di zenzero e per concludere un po' di profumo con un po' di macis (la buccia della noce moscata) e alcune bacche di pimento, il tutto cotto nel burro chiarificato che richiama un po' il ghee o  ghi indiano (qui un'ottima spiegazione sul burro e sulla chiarificazione). Il risultato è stato veramnete ottimo, gustoso e profumato, le noti dolci del fegato e del cipollotto si sono ben amalgamate con i profumi speziati del macis e del pimento, mentre lo zenzero ha arricchito il tutto con il suo gusto fresco e leggermente piccante.

Una ricetta semplice e veloce da preparare ma veramente gustosa e saporita; una fusione di gusti che fa il giro del mondo per una versione fusion del classico fegato alla veneziana.

Ingredienti per due persone
400 gr di fegato di vitellone
due cipollotti
un pezzo di radice di zenzero di alcuni centimetri
alcune bucce di macis
alcune bacche di pimento
burro chiarificato
sale

pelare lo zenzero e i cipollotti quindi tagliarli al fettine sottili. Far fondere in padella il burro chiarificato e saltarci le fette di fegato un paio di minuti metterle da parte, Nella stessa padella farci stufare i cipollotti e lo zenzero a fiamma morbida, dopo qualche minuto aggiungere un po' di macis e qualche grano di pimento. far cuocerei il tutto per cinque minuti, aggiungere le fettine di fegato, una pizzico di sale e termninare la cottura a piacere. Sistemare al centro del piatto decorando con qualche bacca di pimento.

Buon appetito e buona settimana a tutte e tutti!

21 ott 2010

Gnocchi al pesto: la ricetta di uno dei più importanti piatti della cucina tradizionale ligure

I gnocchi al pesto sono uno dei più tipici piatti della nostra cucina regionale; anche noi li prepariamo molto spesso ma non ho mai postato la ricetta, volendo fare qualcosa di diverso ho quindi optato per le foto, invece che la solita ripresa del piatto due bei scatti della fra mentre li prepara mi son sembrati un'ottima idea.

I gnocchi (o dite gli gnocchi?) sono un piatto semplice e veloce da preparare inoltre la pasta che vi avanza si può utilizzare per preparare delle ottime frittelle o focaccine,  come in questa mia ricetta di parecchio tempo fa.

La ricetta del pesto l'ho postata già in varie ricette, ad esempio qui trovate quella delle troffie, ad ogni modo l'aggiungo in calce.


Ingredienti dei gnocchi per 2 / 3 persone

400 gr. di patate gialle
200 gr. di farina
una presa di sale

Cuocere le patate nell’acqua bollente con la loro buccia, appena risulteranno cotte ancora calde pelarle e e schiacciale, quindi lavorarle con la farina e una presa di sale. Amalgamare bene la pasta con le mani quindi, se necessario, aggiungere altra farina. Formare una palla e tagliare a fette spesse un paio di centimetri, lavorare ogni fetta fino a farla diventare un lungo rotolo spesso un pollice e tagliare dei tocchetti di circa 3 cm. Passare ogni tocchetto sui rebbi di una forchette e spolverali con la farina quindi lasciali riposare sulla spianatoia. Cuocere i gnocchi in abbondante acqua salata. Appena vengono a galla, raccoglierli con la schiumarola e sistemarli in una boulle o zuppiera, condirli con il pesto e sistemarli al centro dei piatti. 


Ricetta del pesto genovese

Ingredienti:

4 mazzi di basilico di Pra fresco
Olio extra vergine di oliva della riviera di ponente
parmigiano grattugiato
pecorino grattugiato
Aglio
pinoli
sale grosso

Per prima cosa bisogna lavare in acqua fredda quattro mazzi di basilico, naturalmente genovese, e poi metterli ad asciugare su un canovaccio, nel frattempo nel mortaio si deve pestare uno spicchio ogni trenta foglie d'aglio, la ritualità sta anche nelle dosi.

L'aglio deve essere dolce, non deve prevalere pur facendosi sentire nel sottofondo…insomma non può mancare, ideale è quello di Vessalico! E non deve mancare neppure il sale grosso, aggiungetene qualche grano. A questo punto, ma non tutte insieme (sono merce preziosa non erbetta qualunque!), vanno aggiunte le foglioline di basilico e si inizia con un dolce movimento rotatorio e prolungato a pestarle nel mortaio.

Ricordatevi che gli oli essenziali del basilico sono conservati nelle venuzze delle sue foglie e che per ottenere il miglior risultato, bisogna non pestare in maniera pesante ma ruotare leggermente il pestello in modo da stracciare, non tranciare, le profumate foglioline. Il suono del pestello di legno contro i bordi del mortaio accompagnerà il nostro lavoro.

Quando il basilico stilerà un liquido verde brillante sarà il momento di aggiungere i pinoli, una manciata. I pinoli che ammorbidiranno e amalgameranno la salsa, le regaleranno quel bouquet gentile che fa da contraltare all'aglio, sono un di più, il tocco d'artista. Quelli di qualità migliore sono nazionali e, naturalmente, sono più cari, ma in questa occasione vogliamo sfatare il mito della parsimonia dei genovesi e sceglieremo per il meglio, d'altronde i pinoli sono presenti in tutte le nostre ricette importanti.

E' giunto quindi il momento dei formaggi: parmigiano reggiano e pecorino sardo adeguatamente stagionati. Ed infine l'olio extra vergine d'oliva, versato goccia a goccia, naturalmente della riviera di ponente, ideale per sposare tutti gli ingredienti senza sopraffarli.

Buon appetito a tutte e tutti con questi ottimi gnocchi al pesto


 
Ecco la Fra mentre prepara i gnocchi

15 ott 2010

Le ricette dei molluschi: Vongole veraci e muscoli (cozze) saltate con basilico, prezzemolo e Vermouth

Adoro i molluschi, in particolare i muscoli (le cozze come vengono purtroppo chiamate in dialetto italiano), li preparo molto spesso in molti modi diversi; questa volta da pescivendolo ho trovato anche delle bellissime vongole, ho quindi pensato di farle saltare in padella con dei mitili e di aromatizzare il tutto con qualche erbetta del mio terrazzo: prezzemolo riccio e basilico, inoltre per dare una gusto diciamo speziato ho aggiunto un po' di vermouth (vermut) extra dry. SI tratta di una ricetta semplice, facile e veloce da preparare ma molto gustosa e saporita. L'importante come sempre, e in particolare nel caso dei molluschi, è essere sicuri della freschezza del pesce. Il risultato è stato ottimo, una preparazione che mi sento di consigliare a tutti gli amanti dei molluschi.

Ecco quindi la ricetta per preparare queste gustose vongole e mitili.

Ingredienti per due persone:
1 Kg di muscoli di La Spezia (son più piccoli ma molto gustosi)
500 gr di vongole
alcune foglie di basilico
alcuni rametti di prezzemolo riccio
uno spicchio d'aglio incamiciato
un bicchierino di vermouth extra dry
sale e olio

mettere a bagno le vongole in acqua leggermente salata per un paio d'ore cambiando ogni tanto l'acqua. Nel frattempo pulire bene i uscoli sotto acqua corrente eliminando le incrostazioni e la barbetta (bisso).
tagliare a strisce le foglie di basilico, e potete usate un coltello in ceramica in modo da non annerire le foglie, tritare il prezzemolo conservandone alcuni rametti per decorazione.
versare un paio di cucchiai d'olio in padella e far andare per un minuto lo spicchio d'aglio incamiciato quindi eliminarlo. Aggiungere i muscoli (cozze) e le vongole, far cuocere per un paio di minuti, aggiungere il basilico, il prezzemolo e il vermut facendo "saltare" il contenuto della padella, terminare la cotture appena si saranno aperte tutte le valve.
Servire al centro del piatto e decorare con qualche rametto di prezzemolo riccio.

Buon appetito e buon week end a tutte e tutti con questa semplice ma gustosa ricetta a base di molluschi.

13 ott 2010

E con oggi son 9 anni che siamo sposati: Buonissimo anniversario di matrimonio Fra !

9 anni fa a quest'ora stavamo per sposarci nel bellissima chiesa di San Siro di Struppa, e oggi come allora son sempre pronto a ridirti il mio SI, tanti auguri di buon anniversario di matrimonio Fra! e buon mesiversario Ginevra oggi compi 2 anni e 4 mesi! Questa foto l'ho scattato poche settimane prima di sposarci durante una trasferta e secondo me ben rappresenta una famiglia nel suo cammino insieme :-)

Ancora tanti auguri a te e noi ed ecco come dire Ti Amo in molte lingue del mondo:

Africano Mena Tanda Wena
Albanese Te dua, Te dashuroj, Ti je zemra ime, 
Apache Sheth shen zhon
Arabo Ooheboki (a una donna), Ooheboka (ad un uomo)
Armeno Yes kez si'rumem
Basco Maite zaitut
Birmano Chit pa de
Bosniaco Volim te
Brasiliano amo você
Bulgaro Obicham te
Canadese Sh'teme
Catalano T'estimo
Ceco Miluji te
Cinese Goa ai li (Amoy)
Creolo  Mi aime jou
Coreano Tangsinul sarang ha yo
Croato Ja te volim
Danese Jeg elsker dig
Ebraico Anee ohev otakh, Anee ohevet otkha
Ebraico Anee ohev otakh - Anee ohevet otkha
Estone Mina armastan sind
Filippino Mahal kita
Finlandese Rakastan sua
Francese Je t'aime
Giapponese  Kimi o ai shiteru
Greco S'ayapo Groenladese Asavakit
Hawaiano Aloha i'a au oe
Indonesiano Saya cinta padamu
Inglese  I love you
Irlandese Taim i' ngra leat
Islandese Eg elska thig
Italiano TI AMO
Lappone Mon rahkistan tonu
Latino   Te amo
Lettone Es tevi milu
Libanese Bahibak
Macedone te sakam
Maltese Jen inhobbok
Marocchino Kanvhik
Maya 'in k'aatech
Norvegese Jeg elsker deg
Olandese Ik hou van je
Pakistano Mujhe tumse muhabbat hai
Palestinese Anee omev otach
Persiano Tora dost daram
Polacco Kocham cie
Portoghese Te amo
Rumeno Te iubesc
Russo Ya tyebya Lyublu
Scozzese Tha gradh agam ort
Serbo Ja te volim
Spagnolo Te amo - Te quiero,
Sloveno Ljubim te
Vedese Jag älskar dig
Svizzero tedesco Ch'ha di ga''rn
Tailandese Ch'an rak khun
Tedesco  Ich liebe dich
Turco Sizi seviyorum
Ungherese Szeretlek

6 ott 2010

Alluvione a Genova del 4 ottobre 2010: esonda il torrente Chiaravagna ed invade Sestri Ponente

Son passati quasi due giorni dall'alluvione che abbiamo subito nel nostro quartiere, Sestri Ponente, e evidenti ovunque sono i disastri che il fenomeno meteorologico e l'incuria dell'uomo (basti pensare alla casa costruita sopra il torrente Chiaravagna, il più grande di Sestri) hanno causato.Per strada si vedono cumuli di fango, alberi, detriti, automobili e scooter. Molti negozi sono andati completamente distrutti così come molte cantine e garage.
Girando per la rete ho trovato questo importante documento video in cui si può vedere proprio i momento in cui il fiume è straripato e ha devastato tutto, addirittura è entrato da un lato di un negozio ed è uscito dall'altro devastandolo completamente. Nel video si può vedere anche una delle cause di questa sciagura (se non forse la più importante) una serie di case costruite  proprio sopra e dentro l'alveo del fiume, poche centinaia di metri prima della foce. Queste costruzioni creano praticamente una diga che ferma i materiali trasportati dalla corrente in piena e ne provocano l'esondazione. Grazie all'autore, qui il suo canale youtube, per questo importante documento.

5 ott 2010

Alluvione a Sestri Ponente: Il rio Cantarena, il fiume che passa sotto casa mia, straripa

Cercando sulla rete, ho trovato questo interessane video, girato a pochi palazzi da casa mia, il piccolo rio che normalmente è in secca ieri pomeriggio era così ...nella giornata di ieri al monte gazzo, la piccola collina alle spalle di sestri, la stazione meteo ha registrato oltre 400 mm di pioggia, praticamene la metà della media annua ma solo in una giornata.

4 ott 2010

Genova sott'acqua, alluvione a Sestri Ponente straripa il torrente Chiaravagna

Oggi il ponente genovese, in particolare Cogoleto, Varazze, le delegazione di Voltri, Pegli e Sestri Ponente (dove abito io) sono stati calpiti da un violentissimo nubifragio, sono straripati alcuni torrenti tra cui il Chiaravagna a Sestri, queste sono alcune foto che ho scattato velocemente, col cellulare, rientrando dal lavoro.
Molte strade sono ancora bloccate e treni e bus sono abbastanza nel caos.

Speriamo bene perché il cielo non promette niente di buono.

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